"Elì, Elì, lemà sabactàni"
(Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato)
Lupo solitario,
Randagio nel bosco,
Stella cadente,
Raggio di buio.
Sentinella,
A quanto della notte?
A che punto è la notte?
Manciata di foglie
Gettata nel vuoto,
Mendicante di colori,
Naufrago nel mondo,
Esile alle correnti,
Sui rami di un ulivo,
Occhi bassi,
Calcio a un sasso.
Sentinella,
A quanto della notte?
A che punto è la notte?
Sguardo astratto,
Delicato e sincero,
Chiodo affisso in cielo,
Cielo chiuso in tasca,
Conclusione d'un bacio,
Principio d'un sospiro,
Dipinto coperto di bianco.
Sentinella,
A quanto della notte?
A che punto è la notte?
L'orizzonte
Che guardo come Dio,
Cerniera sulla fronte
Che apre un mondo mio.
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BELLISSIMA POESIA DI MAZIO BRANI !
Ho scelto di pubblicarla nel giorno di Pasqua, proprio perché nella Notte Santa a questo grido straziante di abbandono, profondo disorientamento e morte vi è una risposta vitale.
"A che punto è la notte?", si chiede il poeta...
Mentre il sepolcro si dischiude la potenza vitale dell'amore vince, l'orizzonte si infiamma di luce e la liturgia antica che affonda le radici nella notte dei tempi così esplode:
Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
questa stella che non conosce tramonto...
Si riferisce a Cristo risorto, stella senza tramonto nella notte del mondo...