sabato 18 febbraio 2012

NEHK DEI GUERRIERI ALATI: DAL CAPITOLO 10 AL CAPITOLO 13


DAI RACCONTI DI LIBEROVOLARE
PUBBLICHIAMO OGGI I dal CAPITOLO 10 AL CAPITOLO 13:
Nehk dei Guerrieri Alati
(AUTORE: VIVI')








10

   Uomini e bestie attendevano solo l’ordine del Generale Nehk che si ergeva innanzi al suo esercito, lo sguardo fisso in alto, impavido e fiero nella sua armatura, pronto a dare l’ordine di attacco, che non si fece attendere:
“ Fuocoooo!!”
   Le fauci dei mitici dragonsauri eruttarono all’unisono lunghi fiotti infuocati che s’innalzarono nel cielo, avvolgendo in un inferno di fiamme lo stormo nemico. Si udirono alte strida di dolore. Raccapriccianti. Una pioggia di giganteschi cadaveri inceneriti cominciò a cadere sulla radura.
Nehk urlò un altro ordine perentorio, e gli arcieri già pronti scoccarono le loro micidiali frecce. Una pioggia continua di dardi infuocati si abbatté sugli spectrodattili, infilzandoli al volo.
   Tuttavia, furono molti i giganteschi volatili cannibali, che piombarono sugli uomini, strappandoli letteralmente coi loro artigli e afferrandoli coi rostri dentati, dalle cavalcature. Non vi era scampo per gli sventurati.

   Alti ruggiti impazienti si levarono nell'aria resa soffocante dal fumo e dal fetore dei volatili nemici, i dragonsauri sulle rupi e gli stregonsauri comandati da Gohrn scalpitavano, i loro cavalieri e i loro guidatori, non riuscivano più a trattenerli. Ma il giovane Comandante aspettò che il fumo e la polvere si diradassero, e quando infine vide profilarsi le sagome dei giganti nemici, diede l’altro ordine d’attacco.

   Gohrn alzò una mano, e lanciato l’urlo di battaglia uomini ed animali si gettarono nella mischia.

11

   Dopo alcune ore, la grande battaglia finì. I superstiti si guardarono sbigottiti attorno, una scena apocalittica si presentò ai loro occhi: innumerevoli volute di fumo si alzavano dai piccoli incendi scoppiati nella pianura, mentre una montagna di corpi giganteschi, emananti un odore di marcio ammorbante l’aria, era disseminata su tutta la radura. Tra loro anche i corpi esanimi dei loro compagni caduti durante la cruenta battaglia.
Ora non rimaneva che un pietoso compito da portare a termine, prima di concedersi tutti il meritato riposo. Bisognava rendere gli onori ai caduti. Non vi era tempo di comporre le salme a una a una, ma sicuramente la Grande      Sharez avrebbe officiato un rito onorevole per gli eroi che avevano sacrificato la vita per il loro popolo.
   E di gesti eroici, quel giorno i guerrieri ne avevano visti molti, sia da parte degli umani, che da parte dei loro animali.
   I dragonsauri, e gli stregonsauri si erano battuti valorosamente, a volte mettendo a repentaglio anche la propria vita per salvare quella del loro cavaliere o condottiero, dalle fauci cannibali.
   E ora, per il momento era finita. Avevano vinto la grande battaglia. Ancora non sapevano quale sarebbe stato il loro destino. Non sapevano se ci sarebbe stato un nuovo scontro, e quando questo sarebbe avvenuto, ma di sicuro il nemico li avrebbe trovati di nuovo pronti e determinati a difendere con tutte le loro energie il futuro dei loro figli e la pace.

12

  La Grande Sharez era sfinita. Non aveva mai affrontato una simile emergenza. Nemmeno quando era ancora viva l’anziana sciamano rimasta uccisa nell’agguato teso dai nemici dei popoli uniti.
   Nemmeno quando era scoppiata la terribile epidemia che aveva visto morire centinaia di persone della sua tribù, e chissà quante altre ancora dei popoli conosciuti. Anche allora l’anziana donna aveva voluto riunire in un’unica tenda comune i malati, in modo da poterli seguire più facilmente e facendo sì che avessero un minimo di calore umano.
   Era la prima volta in assoluto che una donna della medicina portava questa soffiata innovativa nel gestire le grandi emergenze sanitarie.
   Lei, aveva appreso queste grandi lezioni dalla donna, ed aveva proseguito il suo lavoro, nel suo esempio.
  In quel momento era profondamente grata alla Sharez, per tutti i suoi insegnamenti.
   Kim si riscosse dal ricordo che gli recava ancora profondo turbamento, e tirato un grosso sospiro, poté finalmente prendere atto della stanchezza che le rendeva così rigido il portamento.
   Si guardò attorno, riflettendo sul fatto, che ormai i feriti fossero talmente tanti, ed alcuni in così gravi condizioni, che non era più possibile né ricoverarne altri nella grande tenda della medicina, né curare quelli che già c’erano per via delle scorte delle erbe curative e lenitive, che cominciavano a scarseggiare.
   I cercatori che mandava fuori ogni giorno, non si potevano allontanare più di tanto dall'accampamento, per cui le erbe e le radici non si trovavano più tanto facilmente.
   Gli aiutanti Guaritori che aveva, erano nelle sue stesse condizioni psico-fisiche. Erano esausti e logorati mentalmente, e l’emergenza sembrava non avere fine.
 Per questo si decise e mandò un messaggero dal Comandante Supremo.
Appena ricevette il messaggio, il giovane si diresse subito dalla Grande Sharez:
“ Sono con te, mia Sharez! Ordina e io ubbidisco!” disse rispettosamente a capo chino.
“ Sono con te, Guerriero!” rispose, facendogli dono di un sorriso dolcissimo.
“ Ti ho mandato a chiamare perché la situazione è molto seria, Nehk! I feriti come puoi vedere, cominciano ad essere troppi, e le erbe non sono mai abbastanza. Otre tutto, l’ordine di non allontanarsi dal campo, m’impedisce di avere il giusto approvvigionamento. Non è possibile sostenere ulteriormente una simile situazione. I feriti andrebbero trasportati altrove.”
“Vi ho pensato molto, Kim! Il grande fiume offre un’ideale via di fuga. Per questo sto facendo costruire delle grandi piroghe. Potremo trasportare i feriti con delle barelle sino alle imbarcazioni, e là con l’aiuto della corrente, in poco tempo potreste essere lontani dal pericolo.
A vostra difesa, potrei darvi una scorta di stregonsauri e di due pattuglie di dragonsauri. Questo è tutto quello che posso fare per voi. Che ne dici Kim?”
   “Vorrei portare con noi anche i più anziani e i bambini, Nehk!”
“Sta a te decidere quanti e quali persone cercare di portare in salvo. Una volta fuori dall'accampamento, sarai tu a capo delle nostre genti. E una volta arrivati in un luogo sicuro, sarai sempre tu a decidere cosa sia meglio per loro.”
   La ragazza ristette solo un attimo, poi consapevole delle responsabilità che da quel momento in poi avrebbero gravato sulle sue esili spalle, chinò il capo rispettosamente mentre diceva:
“Sei tu il Comandante Supremo! Non posso che attenermi alle tue decisioni!”
“Bene, mia Sharez! Provvedi oggi stesso a radunare le persone scelte. Appena pronte le piroghe ti farò sapere.

13

  Quella sera ci fu un grande raduno attorno ai falò accesi nel centro dell’accampamento.
   Furono raggruppati i tamburi e i lunghi corni di zanne di mammuth, gli animali sacri alla stirpe umana, lasciati in dono dagli animali stessi che perivano per cause naturali.
   Quella sera avrebbero risuonato tutti insieme, attorno ai fuochi, con i grandi tamburi.
  La gente avrebbe intonato i canti di guerra e della vittoria. Ed avrebbe danzato attorno ai fuochi, guidati dalla Grande Sharez in persona. La giovane sacerdotessa avrebbe compiuto un rito propiziatorio, pregando gli dei di volgere i loro occhi pietosi e benevoli sui popoli costretti all’estrema difesa.
Sarebbe stata una grande festa, che avrebbe visto riuniti tutti, grandi e piccoli, uomini ed animali. Il nemico, se fosse stato in ascolto, avrebbe avvertito l’unione e la forza dei popoli pacifici, e ne sarebbe rimasto intimidito.
Appena il sole scese sulla linea dell’orizzonte si accesero i grandi falò, e i corni suonarono, dando il segnale per la festa.
   Kim aveva indossato le Sacre Vesti. Aiutata dalle donne, aveva acconciati i lunghi capelli con una pettinatura particolare che la rendeva ancor più bella. Le cingeva la fronte, la Sacra Fusciacca, con i simboli dei Popoli e della Pace, dipinti con polvere dorata. Il suo viso leggermente truccato con pigmenti pregiati di madreperla, con quelli d’ocra della terra, e con il rosso del papavero sulle labbra, splendeva delicato come una miniatura. Era bellissima e fece il suo ingresso al centro dell’accampamento in un silenzio irreale.
 Uomini, donne e bambini, s’inchinarono alla presenza della loro Sacerdotessa.
  Ma una leggera ombra di malinconia offuscava quel bel viso. Quella sera avrebbe dovuto conoscere il suo promesso sposo.
   I tamburi ripresero a rullare e i corni lanciarono i loro suoni cupi e profondi, mentre faceva il suo ingresso posizionandosi accanto alla Sharez, il Comandante Supremo, il quale prese subito la parola:
“Popoli pacifici. Ci siamo riuniti per far salire al cielo le nostre preghiere, i nostri canti e le nostre danze, perché la pace possa tornare a regnare sovrana su queste terre benvolute dagli dei. Alziamo alte le nostre voci, e che il suono dei sacri corni salga nel cielo. Che s’alzi alta la voce possente dei nostri tamburi, e che si espanda nell’aria su tutta la pianura, fino ad arrivare al nemico, in modo che egli possa avvertire la forza che ci tiene uniti, e che ci accomuna rendendoci fratelli.”
   Lo sguardo del Capo Supremo percorse fieramente i visi della sua gente, e dopo pochi attimi di pausa, riprese gravemente:
“Questa è una sera speciale per tutti noi. Giacché gli dei mi sono apparsi in sogno e mi hanno indicato la via, suggerendomi il nome della mia dolce sposa!” fece solo una pausa d’effetto, facendo scorrere lo sguardo severo ed attento sulla gente che ascoltava, fino a fermarsi con cipiglio e con sfida sul promesso sposo della donna Sciamano.
“Ebbene, gli dei mi hanno suggerito il nome della Grande Sharez!”
   A quelle ultime parole si alzò alto il brusio generale, ma il giovane facendo un gesto autoritario, impose il silenzio a tutti gli astanti.
   “So bene di contravvenire le leggi del nostro popolo. So bene, che recherei un’offesa grave alle tribù interessate. Tuttavia, so anche bene come voi tutti, che non si può ignorare la volontà degli dei. Ed è per questo che stasera sono qui davanti a voi tutti, per conquistarmi di diritto la mano della Sharez e lancio perciò la sfida al suo promesso, come esigono le nostre leggi. Se egli raccoglierà la sfida, e la Sharez sarà d’accordo, ci batteremo davanti al popolo e davanti agli dei. Il vincitore sarà lo sposo della Sacerdotessa.”
   Ella lo aveva ascoltato stupita, e lo guardava ancora attonita, mentre un leggero rossore si andava diffondendo sul suo dolcissimo viso.
   Ma quando i loro occhi s’incrociarono, Nehk lesse il consenso in quelli luminosi di lei.
Poi lo sguardo di lui si posò nuovamente sul promesso sposo. La rabbia e la frustrazione erano evidenti nell’uomo. Ma egli desiderava talmente tanto che quella donna bellissima e così importante divenisse sua sposa, che infine accettò la sfida.
   Immediatamente gli uomini provvidero a fare largo davanti al grande falò e furono tracciate le righe oltre le quali i due sfidanti non avrebbero dovuto andare, pena la sconfitta. Furono poi legati loro i polsi sinistri, in modo da non potersi allontanare l’uno dall’altro, e gettati ai loro lati i coltelli si diede inizio alla sfida.
    I due giovani si lanciarono in tuffo, cercando ognuno di prendere l’arma a lui più vicino, ma nessuno dei due vi riuscì. I due parevano essere alla pari come forza e prestanza fisica.
   Seguì un furioso corpo a corpo, che vide lo sfidante ricorrere ai trucchi più impensati e più vili. Ci fu un attimo che Nehk rimase persino accecato dalla polvere che l’avversario gli aveva gettato all'improvviso negli occhi. In quell’attimo fatale, il vile si gettò sul coltello, trascinando con sé nella caduta il giovane guerriero. Ma presentendo il grave pericolo, Nehk scartò di lato con violenza, facendo rotolare nella polvere l’avversario. Un bruciore lancinante gli attraversò il fianco destro, era stato ferito. La forza della disperazione lo assalì e si rigirò contro l’altro colpendolo ripetutamente con la testa e coi pugni.
   L’avversario cadde infine, tramortito. Il generale Nehk aveva vinto la sua sfida. Quella sera risuonarono alte le urla di giubilo del popolo pacifico.






CONTINUA  LA TUA LETTURA martedì 21 FEBBRAIO
(ISCRIVENDOTI COME MEMBRO DEL BLOG SARAI AVVISATO AUTOMATICAMENTE DELLA PUBBLICAZIONE)


1 commento:

  1. Bellissima ci sono tutte le cose che mi piacciono:i guerrieri,la lotta,la storia antica e fantasy e poi c'è la storia d'amore dei due fieri protagonisti....

    RispondiElimina